L’incontro del 29 aprile ha offerto alle studentesse e agli studenti un’importante occasione di confronto con Marco Damilano e Susanna Occorsio.

Gli anni Settanta hanno rappresentato, infatti , il momento di massima espansione dei diritti in Italia, trasformando i principi della Costituzione in realtà quotidiana per milioni di cittadini. Tra i pilastri di questo avanzamento democratico ricordiamo: Lo Statuto dei Lavoratori (1970): La legge 300 che portò la democrazia e i diritti fondamentali all’interno delle fabbriche.
Le riforme civili: L’introduzione del divorzio (1970) e della Legge Basaglia (1978) per la chiusura dei manicomi, fino alla legge sull’interruzione volontaria di gravidanza. Il Welfare State: La nascita del Servizio Sanitario Nazionale (1978), che sancì il diritto alla salute gratuito e universale per tutti. Parallelamente a questo slancio riformatore, il Paese subì l’attacco di forze che miravano a ribaltare l’orientamento costituzionale. Da un lato il terrorismo rosso delle Brigate Rosse,
dall’altro la strategia della tensione di matrice neofascista, spesso intrecciata a settori deviati dello Stato. In questo contesto si staglia la figura di Vittorio Occorsio, magistrato coraggioso e lungimirante. Occorsio fu tra i primi a intuire i legami pericolosi tra l’estrema destra eversiva (come l’organizzazione Ordine Nuovo), la criminalità organizzata e i centri di potere occulto.
Il suo assassinio, avvenuto il 10 luglio 1976 per mano di un commando terrorista neofascista, fu un tentativo diretto di colpire chi stava difendendo la tenuta democratica e la legalità
repubblicana. Grazie all’impegno di servitori dello Stato come Occorsio e alla mobilitazione collettiva della società civile, l’Italia è riuscita a respingere la minaccia terroristica senza rinunciare alle proprie libertà. Ricordare oggi quegli anni significa comprendere che la democrazia non è un dato acquisito, ma un processo che richiede vigilanza, riforme e una memoria storica consapevole.
Luoghi
Via di Tor Sapienza 160 - Roma (RM)
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