L'ITIS GIOVANNI XXIII ha acquistato un frigorifero specifico per la conservazione dei farmaci salvavita.

Sono stati stilati i protocolli di accoglienza agli alunni: disabili, con patologie, DSA e stranieri, consultabili nella sezione INCLUSIONE


Mi chiamo Claudia Caterini e sono una precaria della scuola; questo è il mio primo anno presso il nostro istituto, ITIS GIOVANNI XXIII, mi permetto di definirlo un po’ mio perché dove c’è scuola ritrovo il mio habitat. Siamo nel bel mezzo di una pandemia inaspettata e struggente che ha colpito il pianeta dritto al cuore, l’essere umano si è dovuto ridimensionare, riadattare, reinventare e così ha fatto la scuola. Che cos’è la DAD? Un acronimo che racchiude un’infinità di sfaccettature e una moltitudine di sentimenti, emozioni, tensioni e paure. Proprio tale tematica è stata affrontata durante la trasmissione andata in onda martedì 12 maggio su Radio Giano di Marco Lodi. Grazie al nostro Dirigente Scolastico Prof. Arturo Marcello Allega e la preziosa collaborazione della Prof.ssa Anna Merola e del Prof. Marco Pazzanese, ho avuto la possibilità di raccontare viva vox questa esperienza unica nel suo genere. L’emozione mi ha colpita fortemente, ma ho immaginato di parlare di fronte alle mie classi, dove ogni paura e tensione svaniscono naturalmente incontrando lo sguardo dei miei alunni. La didattica a distanza ci ha messo a dura prova, ma non solo come insegnanti, soprattutto come esseri umani. Essere insegnante non significa impartire delle mere lezioni asettiche, vuol dire creare quell’empatia, quel legame, quell’unione che può essere il ricordo indelebile per la vita di ciascuno di noi. Nell’intervento da me effettuato nella trasmissione ho tenuto a sottolineare come il contatto umano in questo periodo con i miei alunni sia stato quotidiano e come il mio messaggio fosse volto a far comprendere che la scuola c’è e non abbandona mai i suoi studenti. Insieme a me ho avuto l’ulteriore possibilità di far partecipare due studenti della mia classe VD, Samuele Costantinopoli e Giordano Lombardo i quali ringrazio per l’impegno, la costanza e la dedizione che mettono incessantemente nel loro operato. Abbiamo passato solo questo anno insieme, ma con assoluta certezza posso dire di aver instaurato un legame profondo legato da un rispetto reciproco che non sempre è facile costruire. La scuola per me è vita, quando sono con Lei tutti i problemi svaniscono, la campanella che suona, le corse da un piano all’altro, i corridoi immensi da percorrere che segnano ad ogni passo la mia crescita lavorativa ma continuo a sottolineare, soprattutto, umana. Ora in concreto non c’è una campanella, un corridoio da percorrere, c’è un semplice monitor che potrebbe farci diventare asettici, attenzione però, potrebbe, e qui sta a noi riprendere le redini in mano ricostruendo anche se solo virtualmente quell’odore di scuola che pulsa e che è vita.