Venerdì, 17 aprile la nostra scuola ha ospitato lo spettacolo “Per un mese, una vita intera”, una performance molto ben concepita, scritta e diretta da G.Filanti e P. La Delfa, sulla Resistenza partigiana italiana, realizzata dall’associazione Oltre le parole, che da più di vent’anni porta il teatro civile nelle scuole. A pochi giorni dall’anniversario della Liberazione dal regime nazifascista è andata in scena un’opera in cui si è ricordato il sacrificio delle donne partigiane nell’Italia occupata dai nazisti che nessun manuale di Storia ricorda mai abbastanza.

Nello spettacolo si intrecciano le storie di oggi e di ieri. Chiara è una ragazza milanese, dell’età delle nostre studentesse, che scopre di avere una bisnonna catanese morta per la Resistenza. Due giovane e talentuose attrici interpretano tutti i personaggi: Chiara e Graziella, ma anche la zia siciliana comica, il comandante partigiano, un soldato tedesco, e — nel finale — Amina, una ragazza straniera che vuole fare l’insegnante. Il titolo dello spettacolo “Per un mese, una vita intera”, fa riferimento al sacrificio della ventunenne Graziella Giuffrida, catturata su un tram, torturata e uccisa a solo un mese dalla Liberazione. Tra le storie raccontate c’è anche quella di Aurora Battaglia che con i suoi 9 anni e mezzo detiene il triste primato di essere stata la più giovane partigiana di Italia, fucilata dai tedeschi insieme alla madre e ad altri suoi sei familiari. Tra le molte classi intervenute in Aula Magna ha suscitato molto interesse anche la storia a lieto fine di Ondina Peteani, prima staffetta partigiana d’Italia, deportata ad Auschwitz che si è riuscita a salvare percorrendo 1300 chilometri a piedi per tornare in Italia, e che diventerà ostetrica. Per meglio comprendere l’importanza delle donne nella Resistenza basta pensare che in Italia le partigiane sono state circa 35mila, di cui 4653 arrestate, 250 deportate e 623 fucilate, ma solo 19 di esse sono state insignite della Medaglia d’oro al valor militare.
È bene, inoltre, ricordare che l’associazione Oltre le parole ci riserva da tre anni messe in scena di ottimo livello, molto gradite dai nostri studenti, grazie a un progetto voluto e sostenuto dall’Associazione Ciechi di guerra, per non dimenticare gli orrori dei due conflitti mondiali che hanno generato, oltre a milioni di morti, anche moltissimi feriti, tra cui, per l’appunto militari e civili che persero la vista per sempre.
Purtroppo, parlare di Memoria non è sempre facile, perché a volte gli studenti sentono i fatti storici molto lontani dalla loro vita di tutti i giorni, ma se si riesce a rendere questi eventi attuali, proiettandoli nel presente attraverso l’individuazione della ripetitività di certi atteggiamenti e di certe idee, dure a morire, allora l’interesse e la partecipazione sono garantiti.
Articolo a cura della prof.ssa Anna Merola
Luoghi
Via di Tor Sapienza 160 - Roma (RM)
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